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Countdown per proteggere i nostri esotici familiari

Manca pochissimo per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri che dà attuazione alla lettera q) dell’ art.14 della legge 53/2021: dalla data in questione partirà il conto alla rovescia di 30 giorni per redigere una lista “positiva”, che dovrà essere concordata tra Ministero della Salute e Ministero della Transizione Ecologica ed indicherà quali specie esotiche e selvatiche in Italia potranno essere detenute, commercializzate ed allevate, oltre che legalmente importate da ambiente controllato.

Allo scadere dei 30 giorni, in mancanza della redazione di questa, si continuerà a far riferimento a quella prevista dall’allegato 1 del regolamento europeo 429/2016, l’unica lista che a nostro avviso non attribuirà delle differenziazioni tra specie basate su ideologie strumentali, non veritiere e non scientifiche.

EmaF, a partire dal proprio comitato tecnico scientifico, si è sempre opposta a questo teatrino voluto e sostenuto da alcune associazioni animaliste, anche per questo intendiamo condannare post fuorvianti e pieni di dati non certificati o inesatti che decantano vittorie già da tempo smentite con i fatti e numeri del tutto fantasiosi su animali importati dal proprio luogo di origine.

Soffermiamoci su questi numeri: un blasonato gruppo animalista sostiene che ogni anno vengono importati 1.200.000 animali nati nel proprio ambiente naturale.

Falso.

Per prima cosa è importante sottolineare come nessun animale può essere strappato legalmente dal suo ambiente di origine per essere destinato a commercio e importazione, questa confusione di idee è stata generata dalla propaganda di chi ha interesse a dare un quadro falsato della realtà per perseguire i propri fini.

Nelle importazioni c’è una netta differenza tra gli animali definiti W (wild – selvatico) e R (ranch – allevato in ambiente controllato), da una parte riscontriamo il prelievo in natura (bloccato e di conseguenza assente dal 2005) e dall’altro la riproduzione, la nascita, la salvaguardia di specie nate negli allevamenti di paesi extra europei. Tutte cose che le associazioni del settore non possono non sapere. Confondere deliberatamente questi due principi significa venir meno alla propria onestà intellettuale.

Sostenere che migliaia di uccelli vengano importati legalmente è assolutamente falso: per gli uccelli non vale il suddetto principio (W vs R), dato il grande successo di riproduzione avvenuto dal 2005 in poi nella Comunità Europea, mostrare immagini di grandi pappagalli e dedurre che stiano soffrendo è assolutamente scorretto e non veritiero.

Gli esperti di EmaF hanno visitato personalmente centinaia di allevamenti di animali esotici, tutti assolutamente in regola con le norme vigenti, e ha riscontrato amore e passione, spirito di abnegazione, talvolta vite messe a completa disposizione da parte dei conduttori al fine di preservare il benessere animale.

Stiamo continuando ininterrottamente a lavorare perché il prendersi cura di un animale esotico, ma familiare, sia ritenuto un diritto a fronte di una consapevole informazione, e non un reato.

Siamo dalla parte di chi ama veramente gli animali e lo saremo sempre, sono la nostra famiglia, sono familiari e i familiari non si abbandonano per nessuna ragione al mondo.