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Galeotto fu il vicino e i suoi pappagalli


Breve intervista ad Alessandra Moretti.

Continuiamo anche oggi con la nostra rubrica alla scoperta delle vite e delle storie dei componenti dell’associazione. Questa volta a raccontarci la sua è Alessandra Moretti, uno dei vice presidenti di EmaF che di professione si occupa dell’organizzazione e della gestione di eventi di profilo internazionale.
Quando le telefoniamo è in aeroporto, in attesa della chiamato per l’imbarco del suo volo. Questa per lei, abituata a spostarsi con una certa frequenza, è la normalità ritrovata. Alessandra, così come tanti altri imprenditori e operatori in quei settori che vivono di contatti sociali, ha molto sofferto durante la pandemia. Grazie alla sua grinta, alla sua energia e alla capacità che ha avuto di mantenere i contatti con molte realtà anche su fronti internazionali, ha ricominciato a lavorare anche più di prima. “Sono davvero incasinata”, ci dice ma con una voce squillante e sempre grintosa.

  • Alessandra ma come nasce il tuo rapporto con i pappagalli?
    “Sono un familiare di un animale esotico. Mi sono avvicinata a questo mondo molti anni fa per colpa, o per merito, di quello che allora era il mio fidanzato e oggi è mio marito. Vicino casa nostra c’è uno dei più grandi e noti allevatori di pappagalli: Antonio Pirovano. Io sono sempre stata incuriosita da questi splendidi animali. Un giorno di 26 anni fa mio marito ha voluto farmi una sorpresa e mi ha portato in questo allevamento. Arrivata lì, Pirovano mi prende quasi per mano e mi fa entrare in un’enorme voliera con delle are meravigliose. All’inizio ero terrorizzata ma lui ha cominciato a spiegarmi cosa significasse avere come animale da compagnia un pappagallo ed è stato un colpo di fulmine.
  • E poi cos’è successo?
    È successo che abbiamo preso un primo pappagallo, poi degli inseparabili e l’anno scorso ho fatto il grande passo accogliendo in casa un’ara. Il mio più grande sogno dopo 26 anni è diventato realtà. Adesso a casa abbiamo 6 pappagalli. Nella mia vita ho accolto cani, gatti ma avere un pappagallo è una storia totalmente diversa. Il legame che si instaura è fortissimo. Intanto perché l’allevamento a mano di questi animali prevede delle fasi, come l’imbecco, in cui il rapporto di fiducia e di affetto si intensifica giorno per giorno. In più le are hanno il dono della parola. E il mio Ippocrate dice delle cose con cognizione di causa. Quando ha capito che oggi stavo per uscire, e che non sarei tornata molto presto, mi ha chiesto ‘coccole’ per non farmi andar via. In più i pappagalli hanno una memoria di ferro e sono estremamente suscettibili e a volte sembra quasi di avere a che fare con un essere umano e non con un uccello.
  • Rispetto a tutto quello che ci hai raccontato, cosa può fare in più un’associazione come EmaF?
    Una delle cose che EmaF farà sarà quella di spiegare, attraverso corsi, incontri e seminari, i modi più corretti per allevare gli animali. È uno dei motivi per i quali l’Associazione è nata. Noi ci battiamo contro i divieti discriminatori e ingiusti proposti da qualcuno ma, nello stesso tempo, riteniamo che sia indispensabile che ogni conduttore di animali sia consapevole di quanto impegno, cura e dedizione abbiano bisogno tutti gli animali e, in particolare, quelli a cui meno siamo abituati soltanto perché non siamo educati come società. Io a volte vado in giro con i miei pappagalli nel mio paese e tutti mi guardano come fossi un’aliena. In Italia, se vuoi portare un cane o un gatto sul treno, lo puoi fare; se vuoi portare con te un pappagallo ti dicono che è vietato perché non è un animale ‘domestico’. E su questo aspetto credo che ci sia ancora molto da lavorare. Tutto questo può essere terreno su cui EmaF può coltivare semi buoni da raccogliere nel prossimo futuro. Inizieremo con l’EmaF Tour per l’Italia anche per raccontare le storie e le vite delle persone che sono familiari di animali esotici e ci auguriamo che la forza si questi racconti e dell’amore che tutti noi proviamo per gli animali esotici, possano abbattere i tanti pregiudizi che ancora oggi ci sono.