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La forza educativa degli acquari

(Breve intervista a Paolo Aiolfi)

Un’associazione è prima di tutto un gruppo di persone accomunate da passioni, idee e progetti condivisi. Succede spesso, però, che i racconti delle singole persone che la compongono siano quelli che più di ogni altra cosa sono in grado di offrire uno sguardo privilegiato su quali siano le storie, le speranze e le paure dei “mattoni” dell’associazione.
Per questo abbiamo deciso di iniziare questa piccola rubrica con delle mini interviste ai componenti del consiglio direttivo di EmaF.
La prima persona nella cui vita sbirceremo oggi è Paolo Aiolfi, 59 anni, titolare di un’azienda di importazione di pesci tropicali per acquari ed è uno dei vicepresidenti di EmaF. Ha iniziato la sua attività commerciale nel 1993. Oggi nella sua azienda lavorano i suoi figli, che hanno 30 e 28 anni, la moglie e altri 4 dipendenti.

  • Come nasce la tua passione per gli acquari?
    In realtà da piccolo la mia passione più grande erano gli uccelli. Ero un appassionato di ornitologia e avevo iniziato ad allevare alcuni esemplari. Poi la mia passione è cresciuta e mi sono fatto coinvolgere così tanto che sono diventato il segretario della sezione ornitologica di Crema. Un’attività che mi ha permesso di avere molti contatti nel settore tra allevatori e commercianti. Intanto davo una mano ai miei genitori che erano commercianti nel settore dell’abbigliamento sempre a Crema. Nel 1990 mi sono sposato e ho continuato a coltivare la mia passione per gli animali al punto che, quando un mio amico di Milano, che fa l’esportatore di animali, mi propose di aprire un negozio nella mia città, accettai subito. Era il 1993, avevano appena inaugurato un centro commerciale nella mia zona e lì diedi vita al mio primo negozio. All’inizio mi occupavo di uccelli, pesci e piccoli roditori. Poi è arrivata una crisi nel settore ornitologico con blocchi delle esportazioni e una diminuzione drastica del mercato e ho deciso di investire nell’acquariologia, che in quel momento era invece in forte crescita. Ho aperto un’attività all’ingrosso e oggi è questa la mia vita. Nella mia struttura ho circa 3000 mila vasche di acqua dolce più altri impianti per oltre 80 mila litri per ospitare i pesci di mare. Ho sempre potuto contare sul sostegno di mia moglie e dei miei figli che hanno ereditato da me questa passione e hanno deciso di portarla avanti.
  • Ma perché un acquario?
    Gli acquari esistono in tutto il mondo e, in alcuni paesi, si possono trovare anche all’interno degli uffici e delle scuole. Questo perché attraverso il mantenimento e l’osservazione dei pesci negli acquari si può combattere lo stress e si possono veicolare i valori del rispetto e della cura per tutti gli esseri viventi. Hanno una potenza e una forza educativa senza eguali, secondo me.
  • Che pesce saresti?
    Se dovessi identificarmi con un pesce sarei un ciclide africano perché sono dei pesci gregari con un grande senso di comunità e con un altissimo senso di protezione nei confronti dei propri piccoli. È proprio il senso di comunità che mi ha portato, per esempio, a impegnarmi per la mia comunità e ad essere eletto il sindaco di Bagnolo Cremasco.
  • Perché iscriversi ad un’associazione come EmaF?
    Perché Esotici ma Familiari difende il diritto di ogni persona di avere l’opportunità di instaurare un autentico e originale rapporto di affetto con tutte le specie animali che possono essere accolte in un nucleo familiare. E noi abbiamo tanto bisogno di vivere accanto agli animali perché tirano fuori il meglio della nostra umanità.